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I gradi diventano una frazione del corso, e al posto della classifica c'è la propria settimana - #25

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@dade1987

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Cosa cambia

Le soglie dei gradi erano numeri assoluti di XP, con l'ultimo a 3400: tarate su una ventina di livelli, oggi che sono 55 cadono poco dopo metà strada, e tutta la seconda metà del corso non dà più nessun grado. E siccome gli XP non sono limitati — il ripasso spaziato paga 5 XP a domanda, e deve pagarli — si arrivava a «Inventore di algoritmi» macinando ripassi, senza aver mai visto Shor: il grado misurava il tempo passato sul sito, non quello che si sa fare.

Ora la soglia è una frazione del corso ({ q: 0.33 } = un terzo del percorso principale superato) e si riscala da sé a ogni livello nuovo. Il metro è quanto corso è stato superato: gli XP restano il punteggio, la barra e il grado dicono a che punto sei.

La seconda metà risponde alla domanda «serve una classifica settimanale, mensile, trimestrale, semestrale e annuale?». La risposta della letteratura è no per quella forma, e c'è al suo posto «Ultimi 7 giorni»: livelli e ripassi di questa settimana contro quelli della settimana prima. Un confronto, ma con sé stessi. Il ragionamento per esteso, con le fonti, sta nella nuova sezione 22 della pagina del metodo, in tre lingue.

Due difetti trovati per strada e corretti qui:

  • la Parte M era annunciata come facoltativa ma non era in OPTIONAL_PARTS: stava dentro la catena del corso, e il bottone «Continua» della home mandava tutti a M·1 — ai polinomi — invece che al livello quantistico dove ci si era fermati;
  • le home dicevano ancora «Quarantadue livelli» (e la <meta description>, la og:description e il JSON-LD inglesi dicevano 42 e 34). Il validatore non poteva accorgersene: la sua tabella dei numeri a parole si fermava a 40, e la regex voleva il numero attaccato alla parola — «Forty-two interactive levels» passava indisturbato. Ora la tabella arriva a 60, concede un aggettivo in mezzo, e se un giorno la tabella non basta più lo dice invece di tacere.

Tipo

  • Contenuto didattico (testi, quiz, spiegazioni)
  • Mini-gioco / interfaccia
  • Backend
  • Documentazione
  • Correzione di un difetto

Verifiche

  • npm run test:all è verde — 485 test del motore, 6028 controlli del validatore, 271 test end-to-end, tre lingue allineate
  • Se ho toccato un livello: l'ho giocato davvero dall'inizio alla fine — qui i livelli non cambiano; ho verificato in browser la home con stati di avanzamento finti (grado, barra, «Ultimi 7 giorni», bottone «Continua») e le tre pagine del metodo
  • Se ho toccato il backend: ho aggiunto i test per i rami nuovi — il backend non è toccato
  • Se ho toccato la grafica: ho guardato anche da telefono — 390×844, la riga di stato manda a capo senza tagliare

Test nuovi: i gradi sono frazioni crescenti da 0 a 1; il grado non sale con gli XP da soli ma solo superando livelli del corso; i livelli facoltativi pagano XP e non avanzamento; finire il corso porta al grado massimo e non oltre; l'ultimo grado resta irraggiungibile prima della fine qualunque sia la lunghezza del corso; le parti facoltative non hanno prerequisiti e pesano meno del corso; «Ultimi 7 giorni» separa i sette giorni dai sette prima con un confine netto.

Su cosa mi baso

Sulle ricerche, citate per esteso nella sezione 22 della pagina del metodo:

  • Li, Liang, Fryer & Shum (2024), rassegna sistematica sulle classifiche in didattica universitaria (Journal of Computer Assisted Learning, 40(6)): funzionano a seconda di come sono fatte, e il problema segnalato più spesso è il disagio di chi si vede in fondo a una classifica assoluta e pubblica — cioè la classifica aiuta chi è già davanti e scoraggia chi è indietro.
  • Hanus & Fox (2015), Computers & Education, 80: un semestre, due corsi identici; quello con classifica e distintivi è calato in motivazione intrinseca e soddisfazione, e il voto finale più basso passava proprio per quel calo.
  • Computers & Education (2024) sulla competitività di carattere: la stessa classifica ha effetti di segno opposto su persone diverse.
  • Ames (1992) e la meta-analisi di Fong e colleghi (2019) sul feedback: quello normativo fa attribuire il risultato alla propria mancanza di capacità; quello autoriferito sostiene gli obiettivi di padronanza.
  • Korpershoek e colleghi (2020), ottantadue studi: il senso di appartenenza correla con gli obiettivi di padronanza e con il restare — motivo per cui la sezione 22 dice che una comunità ha senso, ma legata al compito (il livello 22, l'officina) e solo quando è moderabile.

Restano due decisioni non mie: se volere comunque una classifica sociale nella forma che la ricerca sostiene (facoltativa, settimanale con azzeramento, gruppetti sorteggiati di trenta, solo i vicini di posizione — mai assoluta di sempre, mai annuale), e se aprire la comunità.

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claude added 2 commits August 14, 2026 14:26
Le soglie dei gradi erano numeri assoluti di XP, con l'ultimo a 3400.
Erano tarate su una ventina di livelli: oggi che sono 55 quel 3400 arriva
poco dopo metà strada, e tutta la seconda metà del corso non dava più
nessun grado. In più gli XP non sono limitati — il ripasso spaziato paga
5 XP a domanda, e deve pagarli — quindi si diventava «Inventore di
algoritmi» macinando ripassi, senza aver mai visto Shor.

Ora la soglia è una FRAZIONE del corso, non un numero: 0.33 vuol dire un
terzo del percorso principale superato, qualunque sia oggi la lunghezza
del percorso. Si riscala da sé a ogni livello nuovo. Il metro è quanto
corso è stato superato, non quanti punti si sono accumulati: i punti
restano il punteggio (e il ripasso continua a pagarli), la barra e il
grado dicono a che punto sei.

Due gradi nuovi, perché con 27 livelli di corso i vecchi nove lasciavano
buchi lunghi: «Architetto della QFT» a 0.58 e «Gran maestro» a 1.00, che
richiede l'esame. E i nomi ora combaciano con quello che si sa fare a
quel punto: «Analista di Fourier» arriva dopo il livello 15, non prima.

Nella riga di stato della home: livelli del corso, livelli facoltativi
contati a parte (chi fa la matematica vede il proprio lavoro anche se la
barra del corso non si muove) e il nome del grado successivo.

Corretto per strada un difetto che il conto ha fatto uscire: la Parte M
era annunciata come facoltativa ma non era nell'elenco delle parti
facoltative. Stava quindi dentro la catena del corso, e il bottone
«Continua» della home mandava tutti a M·1 — cioè ai polinomi — invece
che al livello quantistico dove ci si era fermati.

Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_01AvXb3CVasMSsfCN5tWrsoG
…a pagina del metodo

La domanda era se servisse una classifica dei più bravi — settimanale,
mensile, trimestrale, semestrale, annuale. La letteratura risponde più
netta del previsto, e la risposta è no in quella forma.

La rassegna sistematica di Li e colleghi (2024, JCAL) sugli studi con
classifiche in didattica universitaria: funzionano a seconda di come sono
fatte, e il problema segnalato più spesso è il disagio di chi si vede in
fondo a una classifica assoluta e pubblica. Cioè aiuta chi è già davanti e
scoraggia chi è indietro — la persona per cui questo corso esiste. Hanus e
Fox (2015) hanno seguito per un semestre due corsi identici, uno con
classifica e distintivi: quello con la classifica è calato in motivazione
intrinseca e soddisfazione, e il voto finale più basso passava proprio da
quel calo. E uno studio del 2024 su Computers & Education mostra che la
stessa classifica ha effetti di segno opposto su persone con diversa
competitività di carattere. Una classifica annuale, poi, è la forma
peggiore: assoluta, permanente e imprendibile per chi comincia a novembre.

Quello che la ricerca sostiene è il confronto con sé stessi. Sotto la riga
del grado ora c'è «Ultimi 7 giorni»: quanti livelli e quanti ripassi in
questa settimana, quanti nella settimana prima. Non serve un account, non
servono altri giocatori, e non c'è nessuno in fondo. Non serve nemmeno un
dato nuovo: i livelli hanno già la data in cui sono stati superati e ogni
carta del ripasso ha quella dell'ultima volta che è stata rivista.

Sezione 22 della pagina del metodo, in tre lingue: i due numeri (XP =
punteggio, grado = avanzamento), le prove sulle classifiche, la forma che
dovrebbe avere una classifica se un giorno ci sarà — facoltativa,
settimanale con azzeramento, gruppetti sorteggiati di trenta, solo i vicini
di posizione — e la comunità, dove invece la ricerca dice di sì
(Korpershoek e colleghi, 2020: ottantadue studi sul senso di appartenenza).
Sei fonti nuove in fondo alla pagina.

Trovati per strada due numeri fermi al passato: le home dicevano ancora
«quarantadue livelli», e la descrizione inglese per i motori di ricerca
diceva 42 in un punto e 34 nei dati strutturati. Il validatore non poteva
accorgersene: la tabella dei numeri a parole si fermava a quaranta, e il
controllo pretendeva il numero attaccato alla parola, mentre «Forty-two
interactive levels» ha un aggettivo in mezzo. Ora la tabella arriva a
sessanta, un aggettivo di mezzo è concesso, e se un giorno i livelli
superano la tabella il validatore lo dice invece di tacere.

Co-Authored-By: Claude Opus 5 <noreply@anthropic.com>
Claude-Session: https://claude.ai/code/session_01AvXb3CVasMSsfCN5tWrsoG
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